Sardegna 2021 e Quartu 2022 tra rigenerazione urbana e cittadinanza attiva

VIDEO DELL’EVENTO e APPUNTI

Ecco il link al video dell’evento:

https://www.facebook.com/associazioneIC/videos/1049118612631184/

(SOTTO IL MINUTAGGIO DEGLI INTERVENTI)

Evento SARDEGNA 1951-2021 e il futuro di Quartu S.Elena, tra rigenerazione urbana e cittadinanaza attiva

La serata è stata un’occasione di confronto e riflessione e ha gettato le basi per un’evoluzione verso forme più responsabili da parte della comunità nel prendersi cura -insieme, cittadini e amministrazione- del territorio e delle persone.
Tra i contributi, quelli dell’amministrazione che ha posto le basi del dibattito e le risposte ai quesiti (vicesindaco Tore Sanna), le azioni in corso sulla mobilità sostenibile (Assess. B. Manca) e le sfide della pianificazione strategica e del governo del territorio (Assess. A. Vanini). E quelli dei relatori.
Prof. Giovanni Allegretti ha offerto un quadro del ruolo e delle logiche partecipative a livello internazionale e il prof. Silvano Tagliagambe ha posto in luce il ruolo attivo nel nostro percepire quotidiano dell’ambiente e dell’immaginazione, ricordando la trasformazione anche di S Sperate. Prof. Gianfranco Fancello ha esplicitato il ruolo collaborativo del team KRLS nella scrittura della pubblicazione SARDEGNA 1951-2021 ed evidenziato come la metafora del Ponte ripropone la visione futura con la dimensione partecipativa, analoga a quella oramai necessaria anche sui temi della pianificazione e gestione della mobilità.

Da parte mia -Carlo Crespellani P. – ho cercato di mettere in luce l’importanza di alcune visioni prospettiche legate alla sostenibilità che si traduce in fatti concreti nella rigenerazione urbana e in particolare a Quartu con opportuni corridoi verdi, mobilità differenziata e nel ruolo della cittadinanza pro-attiva necessaria per una “rigenerazione umana”. Spunti ulteriori sul ruolo dell’immaginazione potranno essere messi in azione attraverso diverse iniziative specifiche coordinate (Bilanci Partecipativi, co-progettazione urbana, presidi di prossimità, sviluppo percorsi d’arte ecc.).

Importante inoltre segnalare la presenza della Regione sui progetti europei descritti velocemente dal funzionario Assessorato alla Programmazione ufficio di Europe Direct Antonio Mura.

Putroppo la registrazione si è interrotta per batteria scarica e interventi di Cittadinanza attiva, Pitz’e Serra, Centro Storico e alcune risposte dell’Amministrazione (Vanini e Sanna) non sono presenti. Ci dispiace inoltre che non tutti son riusciti a intervenire (vedi Movimento Flumini). Anche i relatori avevano programmato alcune ulteriori riflessioni su questioni specifiche su Quartu. Ma ci sarà altra occasione.

Per comodità di fruizione ecco sotto il timing degli interventi e qualche appunto.


SCALETTA e PUNTI CHIAVE

  • 2’ Apertura del moderatore Massimo Moi

    2’40” – Tore Sanna

    Introduce : gli interrogativi per Quartu sono tre: ruolo con il suo territorio, ruolo con la città metropolitana di CA e ruolo nel rapporto con il Sud Sardegna (Sarrabus Gerrei) nei servizi e nella sinergia nelle attività produttive. Relazioni con l’entroterra (es. Sette Fratelli)

    9’ Moderatore Massimo Moi

  • 13’ 15”  – Gianfranco Fancello

    L’esperienza de Il Ponte del ’51 e il rilancio sui Quaderni della Fondazione Rosselli sulla Sardegna. La scommessa della scrittura collaborativa del team KRLS. La sfida è nella scrittura come nella governance dei beni pubblici. Il tema del lavoro collaborativo tra sistema di governo e i cittadini dentro un modello partecipativo delle comunità urbane e dei singoli, è evidente anche sulla progettazione della mobilità e dei trasporti, quindi è un passo storico incontrovertibile necessario su una democrazia matura.

  • 22’55” – Barbara Manca

    Mobilità sostenibile. Il Piano Urbano PUMS, il rapporto primario con la città di Cagliari. Le azioni in corso.

  • 36’00” – Carlo Crespellani Porcella

    Sguardo dal futuro per capire oggi: 2030-2050, come mantenere i giovani e dare ruolo all’aumento percentuale significativo delle persone in età matura. Il lavoro e l’abitare in evoluzione, a partire dai segnali della pandemia e dall’innovazione, si manifestano nel fenomeno della transizione ecologica e digitale, e ricadono nella concezione nuova di residenzialità e turismo. Aspetti chiave per Quartu. Tema cruciale diventa il centro compatto e il litorale da raccordare. Sollecitazioni arrivano dalle esperienze europee sulla sostenibilità urbana declinabile con corridoi verdi, mobilità dolce, attenzione al microclima, bombe d’acqua, isole calore, ruolo del verde e dell’acqua.

    Alla rigenerazione urbana va affinacata e sviluppata quella umana. Il ruolo della partecipazione e dell’immaginazione diventano cruciali. Il volo aereo come metafora : la criticità del decollo della partecipazione, il ruolo delle emozioni, dell’arte nella fase progettuale e la criticità dell’atterraggio sulla realtà, concretezza e capacità realizzativa. Il Progetto Q-ART (solo accennato, non presentato in questa sede). Qui si allega un documento che lo descrive. q-art-e-pinucciov4 Download https://crespellani.files.wordpress.com/2022/07/q-art-e-pinucciov4.pdf

  • 45’55” – Giovanni Allegretti

    Partecipazione, pianificazione e coprogettazione: Quartu e la potenziale evoluzione in similitudine all’ esperienza trasformativa di Scandicci, (Complementarietà con Firenze/Cagliari, ruolo dell’ entroterra e delle colline, dell’acqua (mare – fiume), ruolo dell’ arte d’avanguardia, opportunità di un ridisegno con una combinazione di urbs e civitas.

    Cosa si riscontra nella governance trasformativa delle città (grandi e piccole)? Piani regolatori e pianificazione hanno criticità nei cambi amministrativi.  La ri- pianificazione e la sua messa in atto ha infatti mediamente una durata di 8 anni. La rivisitazione critica dei piani con i cittadini aiuta contro i facili populismi. Rianalizzando in modo costruttivo le cose fatte, anche gli errori, si riescono a ridefinire le corrette priorità e le azioni da perseguire insieme.

    Anche la poca adesione dei cittadini alla politica e gestione dei beni pubblici diventa cruciale. Significativa l’esperienza del Portogallo che ha bassissima affluenza alle urne (media 30% di votanti) ma ha attivato diffusamemte percorsi partecipativi in città grandi e piccole. Vicino a Lisbona una città con 200.000 abitanti, 85.000 cittadini intervengono invece nei bilanci partecipativi (42% vs 20% alle votazioni politiche).
    Quale definizione dare alla partecipazione vissuta nei fatti?: cambiamo noi stessi assieme al territorio.

    Un cambio che tiene conto della fiducia dei cittadini verso le amministrazioni, ma anche viceversa con amministratori che dan fiducia ai cittadini in completa trasparenza. Ed ecco che questo porta anche a passare da soli processi organizzati dall’amm.ne a quella di auto-organizzazione (53’ 40”).

    In Portogallo 63 Comuni che si scambiano buone pratiche partecipative e competenze attraverso scambio di tecnici. Si sono interrogati su come intervenire sull’inclusione sociale e han scoperto della necessità di averne una comune definizione. L’hanno ridefinita e per condividerla diffusamente hanno anche inventato un gioco di carte. Conseguentemente han preso coscienza come includere tutti, anche “i ricchi” (e i poteri forti ndr), categoria abituata a percorrere strade diverse per curare i propri interessi e che -non coinvolti- boicottavano per altre vie le iniziative partecipative. (posti dentro il processo partecipativo si devono esporre nel contesto di confronto e di scelte, perchè le decisioni vengono fatte in quel contesto, non in altri ndr.)
    Crederci. Le amministrazioni che ci credono attivano i BP (Bilanci partecipativi) assegnando parti di bilancio alle scelte / responsabilità fatte assieme, secondo proposte e priorità fatte dai cittadini. In Portogallo il 92% delle Amm.ni hanno i BP con incrementi progressivi (es alcuni passano da 1mio di € a 12 mio € decisi dai cittadini. I diversi BP possono coinvolgere le amm.ni attraverso processi Inter-scalari, inter-tematici, coordinati dal Comune che cumula conoscenza assieme ai cittadini e rende esplicite i desiderata e le azioni seguenti. ( Non interlocuzioni uno a uno riservate, ma rese note e condivise o aperte a tutti ndr.)

    Significativi in Italia i Patti di gestione con 240 Comuni coinvolti : Patti dei beni condivisi (Bologna -550 patti per aree e servizi)

    Inclusa anche l’arte: che aiuta a prefigurare cose che il comune cittadino non riesce a vedere e immaginare. A San Francisco il festival che -assieme ai vivai della città- veste la città di verde. A Viseu (Portogallo) nascono giardini effimeri che poi diventano stabili. https://jardinsefemeros.pt/pt/

    Sul tema dell’immaginazione civica , esiste un Assessorato a Bologna a questo dedicato.

    Nel coinvolgimento della cittadinanza esiste una parte attiva e un’altra dormiente.  A Bologna esiste un’attenzione particolare anche sollecitare e rendere i dormienti che vengono attivati attraverso assemblee per il Clima (a sorte sono chiamati a partecipare come cittadini): nascono così dei minipubblici che apprendono e condividono idee e conoscenze.

    59′  Moderatore

  • 1h 02’ – Silvano Tagliagambe

    Diversa concezione della politica: politica vs senso comune

    Esistono coppie opposizionali che vanno superate:  urbs vs civitas (interventi sull’urbs non dà sempre benefici sulla civitas) – Musil (uomo senza qualità: stipiti duri): percezione vs immaginazione (il contesto emotivo trasforma la percezione degli stessi dati, l’immaginazione fa vedere diversamente la realtà e le sue potenzialità).

    La citata Scandicci: da “non luogo“, attraverso l’immaginazione progettuale fa un salto di qualità. Analogamente in Sardegna nel 1968 a S. Sperate con l’immaginazione e l’azione di Pinuccio Sciola con organizzazione sociale (ortofrutticolo).

    Arte e teatro: sono veicoli di accelerazione del processo di immaginazione. Nella seconda metà degli anni ’70 a Villasimius, artisti di statura internazionale furono invitati dal sindaco che diedero un loro originale contributo (Mimmo Rotella, Luigi Veronesi, Elisabetta Guth, su impulsi di artisti locali T.Casula, G.Brundu) che soggiornarono lì e fu ridefinita l’identità del paese.

    Questo fatto è stato dimenticato, fino a quando nel 2000: Nobel Economia psicologo Daniel Kahneman: stessi contenuti cognitivi con dati venivano interpretati diversamente in cornici di emozionalià con percezioni diverse positive e negative.

    Sistemi di Governo vs Governance

    Altra coppia di contrapposizione che va superata. (Sistema di governo cioè l’amministrazione e governance ovvero l’azione della cittadinanza)

    L’epistemologo Karl Popper: la mente estesa (la mente che va oltre la scatola cranica e il cervello). La mente è un sistema cognitivo insieme all’ambiente. Non solo il sistema cognitivo ma anche la mente estesa deve elaborare le cognizioni in relazione con il territorio che diventa attivo non solo oggetto risultante dell’azione del percepire.

    Le neuroscienze ora non parlano del cervello ma di connettoma  (insieme di cervello e relazioni ambientali). Il biologo Gerard Edelman (Nobel per medicina per ricerca sul sistema immunitario) mette in luce la natura plastica del cervello che è plastico che si costruisce in relazione al rapporto con l‘ambiente.

    Se la mente estesa ha un correlato nel territorio, non c’è altro modo di concepire il rapporto tra Governance e sistemi di governo, tra politica e partecipazione, come parti che si compenetrano.

    Ultimo stimolo ci viene dall’eredità della filosofia e della politica greca e anche dal teatro.

    Nella “piazza” nel “forum greco” abbiamo il sistema cognitivo basato sulle argomentazioni e arena delle decisioni.

    Esiste poi anche il teatro (es. la tragedia) che è composto di tre elementi: 1. scena – palco, 2. platea (pubblico) e 3. orchestra con il coro (linguaggi del corpo) espressione dei linguaggi delle emozioni, interprete dei sentimenti.

    Il pubblico da singoli individui diventa sistema collettivo coeso attraverso il coro condividendo le emozioni e l’empatia.

    Il limite? Due momenti separati (piazza e teatro). Pensiamo però di metterli insieme facendoli retroagire (Mettiamoci nelle condizioni di far interagire le nostre visioni cognitive e quelle emotive anche nel governo del nostro territorio a cavallo tra cittadini e amministrazione ndr)

    (registrazione video senza audio temporaneo)

  • 1h 21’ 39” – Aldo Vanini

    1h 35’ 34”  – Moderatore e Aldo Vannini

    Amministrazione attuale salita su un treno fermo in stazione da tempo. Ne abbiamo la percezione quando dobbiamo combinare aspetti strategici e quotidianità. Personalmente per 40 anni ho progettato forme per funzioni date da altri. Sentendo l’utenza oggi ripartirei da zero in questa nuova esperienza politica. L’Architetto Louis Sullivan affermò la forma segue la funzione. Oggi da metà del ‘900 la pianificazione urbana pare si debba seguire il rovescio che parte da un disegno urbano e cerca di portare delle funzioni al suo interno. Per questo escludo si possa disegnare la città del 2050.

    Quartu: ha avuto due funzioni, agricoltura ed edilizia. Poi diventato anche polo residenziale di un’altra città.

    Edilizia per una funzione residenziale. Prima di disegnarsi deve definire le proprie funzioni. Stiamo investendo sulle Formaci Picci, Distillerie Capra… nell’impossibilità di un disegno stiamo pensando di intervenire nei vai tasselli. Con l’attale sistema urbanistico, granitico apparato burocratico basato sullo zoning (definzione delle funzioni sulle spcifiche aree secondo un piano prestabilito) c’è l’impossibilità di disegnare la città secondo le esigenze emergenti. Nel mentre dobbiamo fare l’adeguamento del PUC al PPR secondo le regole obsolete dello zoning. Se mettiamo in campo la partecipazione sulle vecchie modalità di disegno della città (come coi focus group, le proposte prescindevano dalle funzionalità, ma cosa non funzionava nei quartieri), non riusciamo. Dal 2005 seguo Quartu e quel piano è diventato lettera morta su un territorio di 70.000 abitanti che perdeva vocazioni e non ne acquisiva altre. Quindi con pragmatismo ora, con la nuova governance e nuova politica sono interventi reali alla costruzione di funzioni con la collaborazione di tutti. consapevoli di lavorrare per questo. Funzioni però che scartano l’idea tradizionale di un piano. Noi abbiamo un grande piano con zone omogenee con quadratini destinati a delle funzioni precise che si sarebbe riempito . Andava bene quando eravamo in fase di sviluppo urbano. Noi oggi abbiamo a che fare con strumenti vedi Piani (PUC) con zone omogenee ma quando incontro cittadini e tutti chiedono delle funzioni nel 99% delle richieste non si possono essere risposte formali cioè risposte che evitano contenzionsi e carte bollate. Ognuno di quei quadratini era previsto un asilo nido, un comando di polizia o altro che a distanza temporale non trova riscontro con l’esigenza del momento. Oggi le richieste su quei quadratini sono diverse rispetto al piano di 25 anni fa. Servono strumenti adattativi. Lanciare delle mongolfiere con degli investimenti. Le Fornaci Picci acquisite 30 anni fa ma solo con il PNRR che ci ha messo le risorse si ha così un recupero che parte da un connectoma. E da qui si possono lanciare le connessioni sovra comunali. Abbiamo però una burocrazia granitica che costringe e vincola. Abbiamo un primo piano-non piano adattivo regionale. Ci sono qui idee imprenditoriali, associative, culturali, cooperative, artistiche ma aiutateci in questo, a passare dall’immaginazione al piano reale.

    1h 35’ 34”  Moderatore: Sui quadratini da riempire ci da indicazioni su come si è pensato a Sa Serrixedda oltre la S554?

    Aldo Vannini  I servizi: non si può pensare di definire rigidamente molto prima dove possono essere allocati. L’allocazione puntuale diventa meno importante rispetto agli altri problemi. In Italia si può impedire di fare le cose, ma non obbligare a farle. Ho un’idea (proposta legge urbanistica precedente governo regionale ndr) su come gestire la risorsa fondiaria : la proprietà privata deve stare all’interno di una serie di vincoli di valore ambientale e poi essere lasciata a bandi e gare per realizzarla. Ma assegnarle quel ruolo solo se viene realizzata, altrimenti rimane territorio agricolo (Per sa Serrixedda : in questo caso stiam parlando di un archivio storico accentrato (non una  biblioteca di fruizione ) e non sarà la S554 a impedirne la funzionalità.

  • SESSIONE DIALOGO CON IL PUBBLICO

    1h 39’ 40” – Comitato Margine Rosso – Emanuele Contu (domanda)

    Domanda a C.Crespellani: Come immaginare Margine Rosso tra città e il litorale. Il problema della distanza amplifiata dalla rotonda. Come potrebbe esser in futuro? Domanda al vicesindaco Sanna: molto comuni hanno un dirigente referente dei comitati con precisi meccanismi di gestione. In passato cè stata esperienza di Sotgiu, sa Forada che faceva da interfaccia, ma più che un cittadino referente serve l’amministrazione di interfaccia.

  • 1h 42’ – Carlo Crespellani Porcella (risposta)

    Settimana scorsa presentato il progetto Fronte Mare a Cagliari dell’archistar Stefano Boeri. non so se c’è stata una pluralità di visioni e progetti e una comunità in dialogo che trova risposta, di funzioni, immagine, di verde di mobilità, di sostenibilità. Quartu col Margine Rosso ha un contesto diverso che trova una comunità che tra 20 anni e anche prima sarà soggetta a forte ricambio, Il senso del quartiere è legato al rapporto con la città Quartu e al litorale ma se interconnesso. Si potrebbero elaborare proposte partecipate con non solo un quartiere ma un sistema basato su verde e una mobilità dolce che interconnette tre pezzi della città (Poetto, Litorale e centro compatto). Non è una cosa che si fa a tavolino, ma è una comunità (cittadini, amministrazione, professionisti ecc.) che si interroga sul suo ruolo ed elabora soluzioni. Con una ringhiera che ha un mare straordinario anche per persone con problemi di accessibilità, diventerebbe un salotto della città. Come tutte le città europee che dirottano il traffico del centro intorno per valorizzare il cuore della città ( ne beneficerebbe non solo Quartu ma tutta la città metropolitana) quindi un fronte mare a M Rosso, pedonale e viabilità automobilistica sul retro.

    ( A seguire alcune mappe di esercitazione sul tema – Non presentate all’evento)

    Ipotesi tracciati alterativi per lo spostamento veicolare sul retro
    Ipotesi di persorsi veicolari alternativi e gestione traffico limitato per fasce orarie
    Esempio di Percorsi pedonali /ciclabili

    Ecco un momento di riflessione ma anche di slancio verso un’azione di sviluppo dell’area metropolitana di Cagliari, Quartu S Elena tra centro compatto e litorale.

    E sul litorale si ricorda che nel 2015 ci fu un progetto polo per Flumini che dava funzioni diverse anche di rango metropolitano.

    Viene in mente l’idea delle Fornaci Picci e l’idea di affrontare la funzione metropolitana contro la dispersione scolastica con un centro della scienza, arte, innovazione , fortemente accessibile. Se poi non può essere in quel punto perchè si colgono altre opportunità, bisogna mantenere fermo quell’invariante di sistema perchè non vada persa. E ritornando al M Rosso certamente il litorale ha bisogno di far partire un processo di elaborazione collettiva che identifichi le infrastrutture di mobilità ( dolce, e automobilistica) e prenda forma per rispondere alle istanze funzionali ma anche di senso e di simbolo emotivo (vedi progetto Q ART).

  • Registrazione interrotta per batteria esaurita

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